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Amateur Architecture Studio

28 luglio 2012 No Comment

Architettura come equilibrio tra la natura e le capacità degli esseri umani

Wang shu, 48 anni, cinese, fresco vincitore del premio Pritzker pur avendo fondato lo Studio d’Architettura del Dilettante, è l’eroe di questa storia. Storia, quella dell’Amateur Architecture Studio e del suo primo progettista, strutturata sin dal principio in opposizione all’epica urbanizzazione cinese. Wang ne ha spiegato le ragioni in una lezione tenuta ad Harvard lo scorso anno: “Negli ultimi venticinque anni [la Cina] ha compiuto un’impresa incredibile? Un paese con una storia di tre o cinquemila anni, con un patrimonio culturale e di tradizione tanto ricco [...] ha preso la grande decisione di demolirlo. Al novanta per cento solo negli ultimi venticinque anni. Dopo di che costruisce qualcosa di nuovo; copia da tutto il mondo [...] Sono i professionisti dell’architettura e dell’urbanistica a compiere il disastro. E lo fanno a fianco dello Stato. E perciò io penso che ci sia bisogno di un altro genere di architetti”.

Il genere diverso è dilettante e nella società contemporanea anacronistico, poiché profondamente legato all’attività artigianale, incerta e romantica; e lega passato e futuro in una sperimentazione attenta ad entrambi questi luoghi temporali. Wang afferma infatti che “smarrire le proprie tradizioni significa perdere il proprio futuro” .

In una delle sue prese di posizione fondamentali, l’architetto spiega l’opera del Dilettante: “L’architettura del Dilettante è un’architettura senza importanza. Uno dei problemi dell’architettura dei professionisti è che prendono l’architettura troppo sul serio. L’edilizia è più essenziale dell’architettura: è strettamente legata alla vita contemporanea, è semplice, spesso banale. Prima di diventare architetto ero soprattutto un intellettuale: il progetto d’architettura per me era solo un hobby. L’atmosfera culturale del luogo conta più dell’architettura in sé; la luminosità del linguaggio, delle regole e delle idee di una semplice costruzione artigianale conta più della tecnologia”.

Come spiega in un’intervista, i semi che formano la sintassi architettonica sono completi e proprio per questo aperti alla sperimentazione: “Nel procedere della costruzione si scoprirà che i muratori hanno aggiunto le loro tecniche[...]Per esempio hanno sistemato i mattoni secondo un motivo tradizionale tratto dal mondo del tessuto. Non gli ho detto io di farlo, sono loro che hanno capito il modo, e così l’hanno fatto.” “Ti dispiace?” “No, mi piace questo modo di procedere: si comincia con una certa idea, ma mentre si va avanti non è possibile controllarne completamente i risultati, e tuttavia il risultato finale rimane sotto controllo. Credo che sia qualcosa di molto vicino alla filosofia tradizionale cinese: l’equilibrio tra la natura e le capacità degli esseri umani.»

In una società fotorealistica, Wang parla con materiali della natura, o che la natura la rispettano, stimolando riflessioni.

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