Home » CoveringClimateNow, Cultura, Territorio

Il Museo Polare di Fermo: un’eccellenza culturale Italiana

28 dicembre 2019 No Comment

Museo-Polare-(marchio-col.)E’ certamente riduttivo considerare l’Istituto Geografico Polare “Silvio Zavatti” di Fermo (www.istitutopolarezavatti.it)     solo come Museo Polare … è molto di più.

Nato nel 1969 dalla grande passione dell’esploratore e antropologo Silvio Zavatti, attualmente è l’unico museo italiano dedicato agli ambienti, ai popoli artici e alle ricerche polari artiche italiane, e parte integrante dell’Istituto Geografico Polare; è in costante cooperazione con vari atenei italiani, con il CNR, con Istituzioni simili di tutto il mondo, e recentemente, ha avuto rappresentanti al COP25 di Madrid.

La dotazione di oggetti, manufatti, attrezzature utilizzate in varie spedizioni artiche, ora in esposizione, rappresentano un corredo inestimabile per comprendere l’impegno che Zavatti e i suoi collaboratori misero nelle loro esplorazioni in Artico sin dal 1959 e tutto ciò rimane alle future generazioni come seme di conoscenza e stimolo a voler comprendere la vita di tanti popoli di quelle aree, auspicando la stessa passione.

Fondamentalmente era proprio questo che spingeva Zavatti verso terre così difficili: il desiderio di conoscere e confrontarsi con gli Inuit, i Nenet e i tanti altri gruppi etnici che popolano l’Artico, studiare l’ambiente e il rapporto di quelle genti con gli animali che sono per loro cibo e sopravvivenza.

museo 1Di quelle spedizioni, però, non restano solo manufatti e oggetti, ma anche una preziosa cartografia, una vastità di pubblicazioni e relazioni che costituiscono ora un archivio di rara ricchezza.

L’Istituto fermano è così diventato un centro nevralgico per chiunque desideri fare ricerca  e approfondire i vari argomenti che concernono la vita artica e potrebbe davvero rappresentare un punto di riferimento per un coordinamento nazionale sui temi dell’Artico.

La ricchezza dei testi e dei materiali custoditi fanno di questo Museo un’eccellenza culturale del nostro Paese, soprattutto ora che l’emergenza climatica sta colpendo proprio l’Artico prima ancora di altre zone del pianeta, come da anni stanno dimostrando inoppugnabili studi scientifici.

il poloAttraverso le migliaia di libri che costituiscono la biblioteca dell’istituto, attraverso la pubblicazione della rivista “Il Polo” che ininterrottamente viene pubblicata dal 1944, è possibile acquisire un’ approfondita conoscenza della storia dell’esplorazione nell’Artico da parte degli Italiani, comprenderne i mutamenti avvenuti nei decenni per le più varie ragioni, non ultime quelle geo-economiche, e tentare di proporre un approccio consapevole e sostenibile a quei luoghi e a quelle popolazioni.         (Anna Rita Principi)

The Polar Museum in Fermo: an Italian cultural excellence

It is certainly an understatement to consider the “Silvio Zavatti” Polar Geographic Institute in Fermo ( www.istitutopolarezavatti.it ) only as a Polar Museum … it is much more. Born in 1969 from the great passion of the explorer and anthropologist Silvio Zavatti, it is currently the only Italian museum dedicated to the environments, Arctic peoples and Italian Arctic polar researches, and an integral part of the Polar Geographical Institute; it is in constant cooperation with various Italian universities, with the CNR, with similar institutions from all over the world, and recently, it had representatives at the COP25 in Madrid.

quaderno InuitThe endowment of objects, artifacts, equipment used in various Arctic expeditions, now on display, represent an invaluable kit to understand the commitment that Zavatti and his collaborators put into their explorations in the Arctic since 1959 and all this remains for future generations as a seed of knowledge and stimulus to understand the life of many peoples of those areas and let’s hope, with the same passion.

Basically it was precisely this that pushed Zavatti towards such difficult lands: the desire to know and deal with the Inuit, the Nenets and the many other ethnic groups that populate the Arctic, to study the environment and the relationship of those people with the animals that are for them food and survival.

museo 2Of those expeditions, however, not only artifacts and objects remain, but also a precious cartography, a vastness of publications and reports that now constitute an archive of rare wealth. The Fermo Institute has thus become a nerve center for anyone who wishes to research and deepen the various topics concerning Arctic life and could really represent a point of reference for national coordination on Arctic issues.

The richness of the texts and materials kept make this Museum a cultural excellence of our country, especially now that the climatic emergency is hitting the Arctic more rapidly than other areas of the planet, as for years incontrovertible scientific studies have been proving.

Through the thousands of books that make up the library of the institute, through the publication of the magazine  “Il Polo” which has been uninterruptedly published since 1944, it is possible to acquire an in-depth knowledge of the history of exploration in the Arctic by Italians, understand its changes occurred over the decades for various reasons, not least the geo-economic ones, and to try to propose a conscious and sustainable approach to those places and populations. (by Anna Rita Principi)

Comments are closed.